Intelligenza Artificiale e lavoro: il 72% degli italiani apprezza le aziende che offrono formazione sull’IA

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L’Intelligenza Artificiale sta diventando una competenza sempre più richiesta nel mondo del lavoro, anche per chi non ricopre ruoli tecnici. Una nuova ricerca di eDreams ODIGEO, condotta su 9.000 intervistati in sette mercati, mostra un atteggiamento prevalentemente favorevole dei lavoratori dipendenti verso le aziende che mettono a disposizione strumenti di IA e percorsi formativi per imparare a utilizzarli.

In Italia, il 72% degli intervistati accoglierebbe positivamente un’iniziativa di questo tipo. Il dato colloca il Paese tra i mercati più favorevoli alla formazione sull’IA, dopo Portogallo e Spagna. La ricerca evidenzia inoltre che le competenze legate all’Intelligenza Artificiale iniziano a influenzare anche la valutazione di nuove opportunità professionali.

Formazione sull’IA in azienda: i risultati della ricerca internazionale

La ricerca ha chiesto ai lavoratori dipendenti come reagirebbero se il proprio datore di lavoro offrisse loro accesso a strumenti di Intelligenza Artificiale e corsi per imparare a utilizzarli.

Le risposte favorevoli rappresentano la maggioranza in tutti e sette i mercati analizzati, pur con differenze tra i singoli Paesi:

  • Portogallo: 79% di risposte favorevoli;
  • Spagna: 73%;
  • Italia: 72%;
  • Germania: 68%;
  • Stati Uniti: 61%;
  • Francia: 55%;
  • Regno Unito: 54%.

I risultati descrivono una disponibilità diffusa ad acquisire nuove competenze digitali attraverso iniziative promosse direttamente dalle imprese. Non misurano, invece, quanti lavoratori utilizzino già l’IA quotidianamente o quali strumenti siano effettivamente disponibili nei rispettivi luoghi di lavoro.

Le competenze AI influenzano anche la scelta del datore di lavoro

La formazione sull’Intelligenza Artificiale non viene considerata soltanto un’opportunità di aggiornamento professionale. Per una parte degli intervistati italiani, anche l’approccio dell’azienda verso questa tecnologia può incidere sulla scelta di un nuovo impiego.

Secondo la ricerca, il 47% degli italiani intervistati considera importante o decisiva la reputazione di un’azienda come realtà pioniera nell’approccio AI-first nel momento in cui deve scegliere tra due offerte di lavoro simili.

Il dato suggerisce che la possibilità di sviluppare competenze sull’IA possa entrare tra gli elementi valutati dai candidati, accanto alle altre caratteristiche di un’offerta professionale.

Per le imprese, comunicare il proprio approccio all’innovazione significa quindi raccontare non soltanto le tecnologie adottate, ma anche le opportunità di apprendimento offerte alle persone che lavorano nell’organizzazione.

L’Intelligenza Artificiale diventa una competenza trasversale

Uno degli aspetti centrali della ricerca riguarda il progressivo superamento dell’idea che l’IA sia una competenza riservata esclusivamente a sviluppatori, ingegneri e data scientist.

Gli strumenti basati sull’Intelligenza Artificiale possono essere utilizzati in attività differenti, dalla gestione delle informazioni alla produzione di contenuti, dall’analisi dei dati al supporto dei processi operativi.

Questo ampliamento delle applicazioni rende rilevante l’alfabetizzazione sull’IA anche per le figure professionali non tecniche. Conoscere le possibilità degli strumenti, comprenderne i limiti e saper valutare i risultati generati sono competenze che possono essere sviluppate attraverso percorsi formativi dedicati.

Il caso eDreams ODIGEO: l’approccio AI-first esteso a tutti i reparti

eDreams ODIGEO, piattaforma di abbonamento ai viaggi, dichiara di operare secondo un approccio AI-first dal 2014. L’azienda considera le competenze sull’Intelligenza Artificiale parte del percorso professionale dell’intera forza lavoro, includendole anche nel proprio ciclo di valutazione delle prestazioni.

L’approccio coinvolge sia i ruoli tecnici sia quelli non tecnici, con applicazioni nei reparti di ingegneria, prodotto, customer experience, marketing, finanza, risorse umane e operations.

L’obiettivo dichiarato è favorire un utilizzo dell’IA coerente con le attività di ciascun team, evitando che la conoscenza di questi strumenti rimanga concentrata in un numero limitato di funzioni aziendali.

Formazione aziendale: dalle basi dell’IA al pensiero critico

Per sostenere la diffusione delle competenze, eDreams ODIGEO ha incrementato le ore di formazione annuali, passate da 48.933 a 99.335: un aumento superiore al doppio rispetto al valore precedente.

I percorsi formativi si concentrano su tre aree principali: conoscenza dei fondamenti dell’Intelligenza Artificiale, prompt engineering e pensiero critico necessario per verificare i risultati prodotti dagli strumenti.

Quest’ultimo elemento assume particolare importanza nell’utilizzo professionale dell’IA. Saper formulare una richiesta efficace non è sufficiente se le informazioni restituite non vengono successivamente controllate e valutate rispetto al contesto nel quale saranno utilizzate.

La formazione deve quindi riguardare sia l’utilizzo operativo degli strumenti sia la capacità di giudizio di chi li impiega, un aspetto che l’azienda considera centrale nella propria strategia.

Produttività e crescita: i risultati comunicati da eDreams ODIGEO

Nel presentare il proprio percorso di adozione dell’IA, eDreams ODIGEO ha condiviso anche alcuni risultati relativi all’attività aziendale.

Secondo i dati comunicati dal Gruppo, la produttività ingegneristica è aumentata di oltre il 47% su base annua, mentre i team stanno rilasciando un numero di funzionalità aziendali cinque volte superiore.

Nello stesso periodo, la forza lavoro complessiva è cresciuta del 10% su base annua. L’azienda segnala inoltre nuove posizioni aperte nelle aree data science e IA, tecnologia e prodotto, nell’ambito del percorso di espansione verso l’obiettivo di 13 milioni di abbonati ai propri servizi di viaggio.

Si tratta di risultati aziendali comunicati da eDreams ODIGEO: la ricerca sui lavoratori e questi indicatori operativi descrivono aspetti differenti e non consentono, da soli, di attribuire ogni variazione della produttività esclusivamente all’adozione dell’IA.

La cultura dell’IA entra anche nei premi dedicati alle imprese

La crescente attenzione verso l’adozione organizzativa dell’Intelligenza Artificiale emerge anche nel mondo dei riconoscimenti aziendali.

Nel 2026 gli International Business Awards, programma statunitense noto anche come International Stevies e giunto alla ventitreesima edizione, hanno introdotto una categoria dedicata alla cultura dell’innovazione guidata dall’IA.

La categoria prende in considerazione l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nei processi aziendali, la formazione e l’innovazione responsabile. eDreams ODIGEO ha ricevuto uno Stevie Award per il proprio approccio all’aggiornamento professionale, esteso all’intera organizzazione anziché limitato ai soli team tecnologici.

Perché il pensiero critico resta centrale nell’utilizzo dell’IA

La diffusione degli strumenti di Intelligenza Artificiale rende necessario aggiornare le competenze professionali, ma non elimina il ruolo delle persone nella valutazione delle informazioni e nelle decisioni.

Come sottolinea Dana Dunne, Chief Executive Officer di eDreams ODIGEO:

“La ricerca riflette un cambiamento che abbiamo vissuto più di un decennio fa: l’alfabetizzazione sull’IA sta diventando una competenza generale e le persone vogliono acquisirla. Dodici anni di lavoro in questa direzione ci hanno insegnato che la padronanza non riguarda tanto gli strumenti, che cambiano nell’arco di pochi mesi, quanto la capacità di giudizio: sapere quando usare l’IA, come indirizzarla e come verificare i risultati ottenuti. Ecco perché la nostra formazione attribuisce al pensiero critico la stessa importanza del prompting, ed è per questo che l’IA rappresenta una competenza fondamentale per ogni ruolo e non solo per quelli tecnici. È anche il motivo per cui questa capacità si è tradotta in una crescita significativa per noi come prima piattaforma di abbonamento ai viaggi al mondo”.

Il futuro della formazione professionale passa anche dall’AI literacy

I risultati della ricerca evidenziano un interesse significativo dei lavoratori verso le iniziative aziendali dedicate all’Intelligenza Artificiale. In Italia, quasi tre intervistati su quattro accoglierebbero favorevolmente l’accesso a strumenti e corsi offerti dal proprio datore di lavoro.

La sfida per le organizzazioni non riguarda soltanto l’introduzione di nuove tecnologie, ma anche la capacità di rendere le competenze sull’IA accessibili a ruoli e reparti differenti, attraverso percorsi adeguati alle rispettive attività.

Il caso eDreams ODIGEO mette in evidenza un modello nel quale formazione tecnica, prompt engineering e verifica critica dei risultati vengono affrontati insieme. Un approccio che riflette il passaggio dell’IA da competenza specialistica a conoscenza sempre più trasversale nel mondo del lavoro.

Intelligenza Artificiale e lavoro: il 72% degli italiani apprezza le aziende che offrono formazione sull’IA
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