Intelligenza artificiale nelle aziende italiane: l’80% degli Agenti AI viene utilizzato per il back office

cos'è l'intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale nelle aziende viene utilizzata soprattutto per automatizzare le attività burocratiche e i processi interni, piuttosto che per generare contenuti creativi o gestire le relazioni con i clienti. È quanto emerge da un’analisi condotta da AIDAPT, startup italiana specializzata in Agentic AI, che ha mappato le esigenze di integrazione espresse dalle imprese.

Secondo i dati raccolti, l’80% degli Agenti AI integrati nelle aziende è destinato alle attività di back office, mentre il restante 20% riguarda strumenti progettati per il contatto con clienti esterni.

Un risultato che descrive un’intelligenza artificiale sempre più utilizzata come un vero e proprio collega invisibile, impegnato nelle mansioni manuali, ripetitive e burocratiche.

Agenti AI nelle imprese: il back office rappresenta l’80% delle applicazioni

L’analisi di AIDAPT evidenzia come le aziende stiano privilegiando l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per migliorare l’efficienza dei processi interni.

La priorità è ridurre il tempo dedicato alle operazioni manuali, automatizzando attività come l’inserimento dei dati, la lettura dei documenti e la consultazione delle informazioni aziendali.

La distribuzione delle applicazioni è particolarmente significativa: l’80% riguarda il back office e soltanto il 20% è destinato alle interazioni con clienti e utenti esterni.

Il dato si inserisce in un contesto nel quale, secondo una rilevazione richiamata da AIDAPT, il 54% delle imprese dispone già di software autonomi in fase di test o produzione.

Le tre attività che le aziende affidano maggiormente agli Agenti AI

Dalla mappatura condotta dalla startup emergono tre principali categorie di utilizzo dell’intelligenza artificiale.

1. Zero Data Entry: il 28% delle applicazioni

Al primo posto si trova lo Zero Data Entry, che rappresenta il 28% delle applicazioni.

Le aziende utilizzano gli Agenti AI per automatizzare la lettura dei documenti e l’inserimento delle informazioni nei software gestionali.

L’obiettivo è eliminare le operazioni manuali di trascrizione e azzerare gli errori umani associati a queste attività.

2. Analisi dei dati e conoscenza aziendale: il 28%

La seconda categoria riguarda l’analisi delle informazioni e la gestione della conoscenza interna, con una quota complessiva del 28%.

Le applicazioni si dividono in due ambiti:

  • 14%: elaborazione di report e previsioni strategiche.
  • 14%: consultazione immediata di archivi e procedure aziendali.

Gli Agenti AI vengono quindi impiegati sia per analizzare i dati sia per rendere più rapido l’accesso alle informazioni già presenti all’interno dell’impresa.

3. Bozze documentali e soluzioni personalizzate: il 24%

La terza categoria rappresenta complessivamente il 24% delle applicazioni e comprende due tipologie di strumenti.

Il 12% riguarda la redazione automatica di testi e contratti, mentre un ulteriore 12% è dedicato allo sviluppo di soluzioni verticali realizzate su misura per specifiche esigenze aziendali.

Questi strumenti rispondono alla necessità di semplificare la produzione documentale e adattare l’intelligenza artificiale ai processi delle singole organizzazioni.

Assistenza clienti, vendite e marketing: le applicazioni meno diffuse

L’analisi di AIDAPT mostra che le attività rivolte direttamente ai clienti rappresentano una quota minoritaria delle applicazioni.

L’assistenza clienti raccoglie il 12% delle richieste, mentre le soluzioni dedicate a vendite e marketing rappresentano l’8%.

Questi due ambiti costituiscono complessivamente il 20% delle applicazioni considerate dalla startup.

Il dato conferma che, tra le esigenze rilevate, le aziende stanno dando maggiore priorità all’automazione delle attività interne rispetto all’utilizzo degli Agenti AI per le relazioni commerciali.

A commentare i risultati dell’analisi è Francesco Alborino, CEO e co-founder di AIDAPT:

“Quando un’azienda descrive l’agente che vorrebbe, in realtà sta indicando esattamente dove perde più tempo.

Il vero valore dell’AI emerge quando la si inserisce nei processi giusti, liberando le persone dalle mansioni più ripetitive e burocratiche per restituire spazio alle loro reali competenze”.

Come cambia l’utilizzo degli Agenti AI nei diversi settori

L’indagine evidenzia differenze nelle esigenze di integrazione dell’intelligenza artificiale a seconda del settore di attività.

Manifattura: documenti e assistenti personalizzati

Nel settore manifatturiero, le richieste si concentrano principalmente sulla lettura automatizzata dei documenti e sullo sviluppo di assistenti verticali su misura.

Queste due categorie rappresentano complessivamente l’80% della domanda rilevata nel comparto.

Servizi e finanza: estrazione dei dati e redazione di documenti

Nel settore dei servizi e della finanza, la principale esigenza riguarda l’estrazione delle informazioni dai sistemi gestionali.

Il 38% delle richieste è destinato all’estrazione dei dati, mentre il 31% riguarda la stesura di report e contratti.

Turismo: analisi predittiva e gestione documentale

Nel comparto turistico, l’attenzione delle imprese si concentra soprattutto sull’analisi predittiva e sulla gestione dei documenti.

Sono queste le principali attività per le quali vengono richieste soluzioni basate sugli Agenti AI.

Energia ed edilizia: maggiore attenzione ai clienti

I comparti dell’energia e dell’edilizia rappresentano un’eccezione rispetto alla prevalenza generale delle applicazioni di back office.

In questi settori, nel 50% dei casi le soluzioni richieste sono destinate al supporto diretto di clienti e utenti esterni.

Agenti AI su misura: perché la personalizzazione è importante

Un altro aspetto evidenziato da AIDAPT riguarda la necessità di sviluppare soluzioni adattate alle caratteristiche operative delle singole imprese.

Le aziende utilizzano gestionali differenti, seguono procedure specifiche e affrontano situazioni particolari che non sempre possono essere gestite attraverso strumenti standardizzati.

Secondo la startup, gli Agenti AI devono quindi essere costruiti partendo dai processi effettivi dell’organizzazione e aggiornati quando cambiano le esigenze aziendali.

Francesco Alborino spiega:

“Più ci si addentra nell’operatività reale di un’impresa, più ci si rende conto di quanto le soluzioni generiche e pronte all’uso siano inefficaci. Ogni azienda ha il suo gestionale, le sue regole e soprattutto le sue eccezioni, quelle che non stanno scritte da nessuna parte ma che tutti in ufficio conoscono”.

Il CEO e co-founder di AIDAPT sottolinea inoltre l’importanza di seguire l’evoluzione degli strumenti nel tempo:

“Un agente pronto all’uso raramente regge il confronto con questa realtà. Va costruito su misura, partendo da come l’azienda lavora davvero. E poi va seguito, perché anche l’azienda cambia: un nuovo cliente, una nuova procedura, un software aggiornato bastano a rendere vecchio un agente che nessuno segue più”.

Conclusioni

L’analisi realizzata da AIDAPT mostra come l’intelligenza artificiale venga richiesta principalmente per automatizzare i processi interni delle imprese.

Lo Zero Data Entry, l’analisi dei dati, la consultazione degli archivi e la redazione documentale rappresentano le applicazioni più richieste, mentre assistenza clienti, vendite e marketing occupano una quota inferiore.

Le esigenze cambiano inoltre a seconda del settore, dalla manifattura ai servizi finanziari, fino al turismo, all’energia e all’edilizia.

Il quadro delineato dalla startup è quello di un’intelligenza artificiale utilizzata soprattutto per alleggerire le attività manuali e burocratiche, con l’obiettivo di restituire alle persone tempo da dedicare alle proprie competenze professionali.

Un ruolo che AIDAPT riassume nell’immagine del collega invisibile: un agente AI integrato nei processi aziendali e progettato per rispondere alle esigenze operative dell’impresa.

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