Thousand Dreams, studio di produzione audiovisiva AI-native con sede a Milano, parteciperà all’AI Week 2026, in programma il 19 e 20 maggio a Fiera Milano Rho, presso lo stand numero 147.
Per la startup milanese si tratta di un debutto importante davanti a un pubblico ampio e specializzato, con l’obiettivo di raccontare cosa significhi oggi produrre contenuti audiovisivi con l’intelligenza artificiale in modo creativo, coerente con i target e pronto per il broadcast.
AI e creatività: il posizionamento di Thousand Dreams
Thousand Dreams si muove in un territorio sempre più centrale per il mondo della comunicazione e dell’entertainment: l’uso dell’AI nei processi creativi e produttivi.
Come dichiara Edoardo Scotti, Co-founder di Thousand Dreams:
“L’AI Week è lo spazio perfetto per raccontare la nostra visione sull’uso di questo strumento nel mondo dell’entertainment: dove la creatività rimane l’elemento centrale, e l’AI rappresenta il mezzo innovativo in grado di accelerare i processi e rinnovare i risultati”.
Il punto chiave è proprio questo: l’AI non viene presentata come sostituzione della creatività, ma come strumento capace di amplificare possibilità, velocità e qualità del risultato.
Dall’esperimento Thousand Gerry al caso Gerry Christmas
La storia della startup nasce prima dell’esplosione mainstream dell’AI generativa in Italia. Alla fine del 2022, Giovanni Nicolosi ed Enrico Conte lanciano il profilo Instagram Thousand Gerry, sperimentando strumenti e processi ancora poco conosciuti nel mercato italiano.
Il progetto attira l’attenzione dello stesso Gerry Scotti, dando vita a una collaborazione durata due anni e culminata in Gerry Christmas, primo album realizzato con AI visiva e vocale con autorizzazione dell’interprete e distribuito da Warner Music Italia.
Il progetto ha raggiunto in poco tempo 10 milioni di riproduzioni e visualizzazioni aggregate tra Spotify e YouTube, diventando uno dei casi più rilevanti di applicazione autorizzata dell’AI nell’entertainment italiano.
I numeri dello studio
In tre anni di attività, Thousand Dreams ha costruito un’esperienza concreta nel settore della produzione audiovisiva con AI.
Lo studio ha realizzato oltre 15 progetti, generato più di 220 milioni di visualizzazioni aggregate, lavorato con brand internazionali anche in modalità white label nei settori automotive, insurance e food & beverage.
Tra i progetti più significativi figura la campagna broadcast di Arredissima, “Soddisfatti o Rimborsati”, andata in onda in prima serata e capace di superare i 10 milioni di views solo su YouTube.
Lo studio ha inoltre collaborato con Giorgio Panariello per lo spettacolo teatrale “E se Domani”, integrando l’AI in dialogo diretto con la performance live dell’attore.
Etica, trasparenza e standard tecnici
Uno degli aspetti centrali della visione di Thousand Dreams riguarda l’uso trasparente e responsabile dell’intelligenza artificiale. La startup dichiara la conformità alle credenziali C2PA, standard pensato per garantire tracciabilità e autenticità dei contenuti digitali.
Questo elemento è particolarmente rilevante in un settore in cui l’AI può aprire grandi opportunità creative, ma richiede anche attenzione a diritti, consenso, trasparenza e responsabilità.
Gli obiettivi per il futuro
Thousand Dreams punta a diventare un riferimento in Italia e in Europa per la produzione audiovisiva AI-native, portando nel mercato una combinazione di creatività, competenze tecniche e processi proprietari.
Giovanni Nicolosi ed Enrico Conte, Co-founder di Thousand Dreams, affermano:
“Siamo convinti che nei prossimi anni assisteremo a un’evoluzione rapida dell’uso di strumenti basati sull’AI, ma ciò che decreterà il successo di un’azienda sarà la reale competenza che li governa: creatività e strutture operative proprietarie. E noi siamo pronti ad affrontare questa sfida”.
Cosa insegna questo caso all’innovazione creativa
Il percorso di Thousand Dreams mostra come l’intelligenza artificiale stia ridefinendo la produzione audiovisiva, non solo in termini di velocità, ma anche di possibilità narrative e produttive.
Il vero valore non sta nell’uso dell’AI come scorciatoia, ma nella capacità di governarla con competenza, visione creativa e attenzione agli standard etici. In questo senso, la startup milanese rappresenta un esempio interessante di come l’innovazione possa entrare nei processi dell’entertainment senza rinunciare a qualità, controllo e responsabilità.